SCANDALO HARD ONG: ORGE, BUGIE, OMERTÀ ED INTIMIDAZIONI, IL LATO OSCURO DI OXFAM

Usati fondi dell’organizzazione per festini a luci rosse con prostitute minorenni. Il presidente haitiano Moise: “Una gravissima violazione della dignità umana”

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Lo scandalo per festini a luci rosse e abusi sessuali che ha investito Oxfam fa tremare l’organizzazione umanitaria: dopo le rivelazioni su operatori coinvolti in orge ad Haiti e abusi in Ciad, negli ultimi giorni sono venuti alla luce altri casi in Sud Sudan e nuovi episodi sono stati denunciati anche nella rete di negozi gestita dall’Ong in Gran Bretagna. Le prime teste sono già cadute, a partire dalle dimissioni della vice direttrice esecutiva Penny Lawrence, mentre ombre si allungano sul numero uno Mark Goldring, che sarebbe venuto a conoscenza delle accuse e le avrebbe ignorate. Intanto, anche tra le stelle internazionali chiamate come ambasciatori dell’organizzazione umanitaria c’è chi ha cominciato a prendere le distanze, come l’attrice Minnie Driver. Davanti al rischio di perdere i fondi, l’Oxfam continua a difendersi, negando di aver cercato di coprire le denunce, ma ha ammesso che avrebbe potuto essere più trasparente. Di seguito le tappe dello scandalo.

LE RIVELAZIONI DEL TIMES SU ABUSI AD HAITI – Il quotidiano britannico ha rivelato lo scorso fine settimana che alcuni dipendenti di Oxfam ad Haiti, durante le operazioni per la ricostruzione post terremoto, avevano organizzato nel 2011 festini a luci rosse con prostitute locali, in alcuni casi anche minorenni, utilizzando i fondi dell’organizzazione. Le accuse riguarderebbero lo sfruttamento sessuale, il download di materiale pornografico, il bullismo e l’intimidazione. Il caso era stato insabbiato all’epoca da Oxfam, con le dimissioni di tre dipendenti e il licenziamento per “condotta riprovevole” di altri quattro, senza informare la “Charity Commission” britannica e senza denunciarli pubblicamente, lasciando di fatto che alcuni di questi continuassero a lavorare cambiando organizzazione. In totale Oxfam ha 5.000 dipendenti e 23.000 volontari.

LA DIFESA DI OXFAM – L’Ong si difende parlando di “comportamento assolutamente inaccettabile da parte di un piccolo numero di persone”. E sottolinea di aver agito in maniera dura e trasparente rendendo pubblica anche sui media l’inchiesta interna il 5 agosto e il 5 settembre dello stesso anno, che portò al licenziamento di quattro membri dello staff e alle dimissioni di altri, incluso il direttore di Oxfam nel Paese.

LA CONDANNA DEL PRESIDENTE DI HAITI – Il presidente haitiano, Jovenel Moise, interviene sul caso denunciando “una gravissima violazione della dignità umana: non c’è nulla di più indegno e disonesto di un predatore sessuale che utilizza la sua posizione nell’ambito della risposta umanitaria a una catastrofe naturale per sfruttare persone bisognose in un momento di grande vulnerabilità”.

ARRESTATO PRESIDENTE OXFAM INTERNATIONAL PER ACCUSA DI CORRUZIONE QUANDO ERA MINISTRO – Il guatemalteco Juan Alberto Fuentes Knight, presidente di Oxfam International dal 2015, viene arrestato con l’accusa di coinvolgimento in un caso di corruzione quando era ministro delle Finanze del Paese centro-americano durante il governo di Alvaro Colom, tra il 2008 e il 2012. Al centro dell’inchiesta c’è Transurbano, il sistema di trasporto urbano realizzato dal governo di Unità Nazionale della Speranza (Une): gli investigatori stanno indagando su una presunta appropriazione indebita di fondi. I mandati di arresto hanno colpito dieci ex esponenti di governo: lo stesso Colom, insieme a Fuentes Knight ed altri ex ministri. Da Londra, Oxfam International, già al centro di uno scandalo per abusi sessuali che minaccia di allargarsi sempre più, fa sapere che Fuentes Knight è stato “franco” con i vertici dell’Ong rispetto all’indagine. “Ci ha assicurato di aver pienamente collaborato con le indagini e si dice certo di non aver trasgredito consapevolmente regole o procedure”, aggiunge la direttrice esecutiva di Oxfam International, Winnie Byanyima.

L’ATTRICE MINNIE DRIVER SI DIMETTE DA AMBASCIATRICE OXFAM – L’attrice britannica Minnie Driver si dimette dall’incarico di ambasciatrice nel mondo di Oxfam dopo lo scandalo per le rivelazioni sui festini a luci rosse ed abusi sulle donne commessi dagli operatori. “Tutto quello che posso dire di queste orribili rivelazioni su Oxfam è che sono devastata. Sono devastata per il fatto che queste donne hanno subito abusi da persone che erano state mandate per aiutarle, devastate dalla risposta di un’organizzazione per la quale io ho lavorato per raccogliere sostegno da quando avevo 9 anni”, ha scritto l’attrice su Twitter. Un portavoce della Ong britannica in una nota citata dal Telegraph dice che la decisione “ci rattrista profondamente, ma allo stesso tempo capiamo e rispettiamo la sua scelta”.

via Il Populista

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