SE EMMA BONINO È LA HILLARY CLINTON ITALIANA, SOSTENUTA DA REGISTI, GIOVANI EUROPEISTI, DREAMERS E FILANTROPI

Emma Bonino e Hillary Clinton: due donne in politica accomunate dal fatto di piacere alla gente che piace. Radicale una, libdem l’altra, almeno in apparenza, avrebbero politicamente poco a che spartire tra loro.

Entrambe, però, sono state selezionate in passato per la lista delle 150 donne che “muovono il mondo”. E la direzione che tanto la Clinton quanto la Bonino vorrebbero imprimere al mondo appare la stessa.

Una società aperta, intanto, sostenuta dai “dreamers” e dai “millenials”: due categorie, anche elettorali, tipicamente utilizzate negli Stati Uniti ed entrate nel linguaggio della nostra campagna elettorale grazie alla discesa in campo di +Europa.

La “generazione Erasmus” e i migranti, del resto, sembrano guardare con favore alla candidatura della leader radicale così come quelli che Nixon chiamava “Harvard’s Bastards” e i figli degli immigrati regolarizzati da Barack Obama guardavano, con relativa certezza, alla vittoria dell’ex segretario di stato americano. I sogni della Clinton si sono infranti. Quelli della Bonino, sempre che di sogni si possa parlare per una donna abituata a stupire, potrebbero invece mettere in difficoltà Matteo Renzi e la posizione finale occupata sullo scacchiere dal Partito Democratico. Domenica sera sapremo.

Di certo, si diceva, c’è che la Bonino, com’è stato scritto qui, piace alla gente che piace. L’Huffington Post ha da poco pubblicato un elenco di personalità della cultura che avrebbero deciso di sostenere pubblicamente +Europa: “Oliviero Toscani, Lella Costa, Anna Fendi, Franca Valeri, Raffaele La Capria, Sergio Staino, Remo Girone, Victoria Zinny, Irene Bignardi, Angela Missoni, Paolo Veronesi, Renzo Arbore, Dacia Maraini, Erminia Manfredi, Ferzan Ozpetek, Ornella Vanoni (con l’endorsement sanremese), Bruno Manfellotto, Vittorio Roidi, Cinzia Mascoli, Giuliana del Bufalo, Andrea Porcheddu, e molti docenti universitari, tra i quali Alberto Abruzzesse, Chiara Saraceno, Guido Carandini, Giulio Cossu, Alberto Zuliani”, si legge sul quotidiano citato.

Dal vignettista del quotidiano dei vescovi (Avvenire) agli esponenti dell’intellighenzia radical chic di sinistra, insomma, il passo sembra breve. Ed Emma pare riuscita nel miracolo di mettere tutti d’accordo: Gad Lerner e Federico Pizzarotti, ad esempio.

il 23% degli studenti della Bocconi, ancora, avrebbe deciso di votare +Europa. Universitari europeisti, registi e intellettuali: l’elettorato della Bonino rappresenta, almeno nella stratigrafia elettorale che c’è consentito analizzare sinora, l’universo clintoniano in salsa italiana.

Così come clintoniano è stato il tanto chiacchierato George Soros, che ha finanziato la campagna elettorale di Hilary e che potrebbe sostenere, in modo legittimo e indiretto, anche quella della Bonino. Duecentottomila euro, secondo un’inchiesta di Francesca Totolo, sono stati donati nel 2017 dalla Open Society Foundation ai Radicali italiani. Ma per verificare l’esistenza di un appoggio diretto bisognerà aspettare la pubblicazione dei rendiconti.

La Bonino, dal canto suo, si è già espressa sul magnate ungherese:”#Soros benefattore o complottista? – ha twittato qualche settimana fa -. “Domanda forse è se è finanziere o filantropo. Entrambi. Non solo lo difendo, ma se uno viene giudicato dai suoi nemici -Putin o Orban- credo sia chiaro chi sia. Abbiamo sintonie che si sono incontrate in campagne comuni”, ha aggiunto. La Ong “Avaaz”, che sarebbe in qualche modo collegata all’emisfero sorosiano, ha indicato il voto alla leader radicale nel collegio Roma Gianicolense 1 per scongiurare l’affermazione di Federico Iadicicco al Senato.

E Papa Francesco? Bergoglio ha inserito la storica esponente politica italiana “tra i grandi dell’Italia di oggi”. Una dichiarazione che non ha convinto molti cattolici. Tanto che, in uno dei video elettorali pubblicati in questi giorni sulla pagina Facebook di +Europa, la Bonino ha parlato di “consonanze”, su alcuni temi, con Bergoglio. ” Tutto questo senza che nessuno – ha specificato – abbia perso la sua identità”.

Sintonie con George Soros e consonanze con Papa Francesco, quindi. Mentre i cattolici-conservatori continuano a segnalare come, anche per via di alcune aperture “concesse” da enti, organizzazioni e movimenti cattolici alla Bonino, la Chiesa stia perdendo la propria identità.

Hillary Clinton ha perso anche a causa del voto evangelico. Emma Bonino, invece, potrebbe aver trovato un alleato insperato in una modalità sempre più laica di professarsi credenti. Questa volta non c’è il muro in Messico a preoccupare il Vaticano. A sollevare qualche perplessità potrebbero essere le battaglie bioetiche promosse dalla leader di +Europa, la liberalizzazione della cannabis o la promozione di una certa cultura laicista. Forse.

Fonte: qui

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