SORPASSO TITOLI GRECI, PARLA BECCHI: “VOGLIONO CREARE UN ALTRO 2011”

Italia superata da Grecia sui titoli di Stato, a maggio 38 miliardi sono usciti dal Paese. Di chi è colpa? Dei no euro? Il filosofo Paolo Becchiintervistato da Lo Speciale una sua idea sembra essersela fatta. Almeno sulle scadenze a breve termine, i titoli di Stato greci hanno iniziato a offrire un rendimento più basso di quelli italiani. Inevitabile la caccia al colpevole. Imputato numero uno? Il Governo Conte e la sua politica economica bollata dai media “confusa e contraddittoria”.

La Grecia ci ha superati con i titoli di Stato. I Bot a nove mesi italiani rendono lo 0,79% annuo mentre quelli di Atene lo 0,75%. Un sorpasso fino a ieri impensabile. Colpa secondo gli osservatori più attenti delle posizioni euroscettiche del nuovo Governo. Condivide?

“Ma non scherziamo! Questo Governo non ha ancora fatto niente, quindi come si può dare la colpa a chi ancora deve iniziare a lavorare? Piuttosto direi che questa è un’ulteriore dimostrazione di come il Governo Conte avrà tanti nemici e molti ostacoli. Questo è chiaro”.

Però gli esperti dicono che queste operazioni sono sempre favorite dalla stabilità. Oggi la Grecia appare più stabile perché ancorata ad un programma europeo di salvataggio, mentre il Governo Conte sarebbe in balia di una maggioranza che continua a mostrarsi euroscettica. Questo quanto può essere vero?

“Ma non mi pare ci si possa basare sulle dichiarazioni di tizio o di caio. Semmai le reazioni vere ci saranno sulle misure effettive che il Governo deciderà di adottare. Penso sia invece l’ennesimo tentativo di ostacolare l’azione dell’Esecutivo facendo leva sulla minaccia dei mercati. Si sta cercando di fare confusione insomma. Questo Governo ha contro tutti i mezzi di comunicazione, stampa e televisioni, ma fortunatamente ha un grande consenso popolare. Purtroppo poi le decisioni che vengono fatte prendere dai mercati inevitabilmente sono ingigantite dai media, per far passare il messaggio, come nel 2011, che per colpa del Governo si rischia l’arrivo della Troika”.

Il senatore Mario Monti intervendo in aula sul voto di fiducia al Governo Conte lo ha già fatto capire per altro. C’è effettivamte il rischio che arrivi la Troika?

“Appunto. Quel discorso la dice tutta. Stanno tentando a livello europeo di creare le stesse condizioni del 2011 che portarono alla caduta di Berlusconi. Stavolta però penso che il giochetto non gli riuscirà, perché la maggioranza mi sembra molto compatta, al di là delle divergenze su alcuni aspetti. Lega ed M5S sono molto diversi fra loro, ma proprio i pericoli provenienti dall’esterno paradossalmente saranno il collante che unirà ancora di più questa maggioranza. E in più ci sono gli italiani che non permetteranno certe manovre. Quindi si dovranno mettere l’animo in pace”.

Però i risparmiatori sono preoccupati, non si fidano più delle banche e non sanno più dove mettere i soldi. Anche oggi si riparla di innalzamento dello spread. Forse il discorso di Conte alle Camere non ha tranquillizzato adeguatamente i mercati?

“I rispamiatori devono avere fiducia in questo Governo. Non devono lasciarsi influenzare dalla paura, cedendo al terrorismo finanziario. Certo, quello che si è visto in passato con la vicenda delle banche ha fatto perdere fiducia nell’intero sistema ma aspettiamo di vedere cosa riusciranno a fare Lega ed M5S. Facciamoli almeno iniziare. Poi per carità, criticare è legittimo, ma farlo prima ancora che abbiano mosso un dito mi sembra molto sospetto. Sarà fondamentale poi comunicare il lavoro che si fa. I risparmiatori devono essere informati adeguatamente e non seguire soltanto la comunicazione unidirezionale dei media. Da questo punto di vista il M5S non dovrebbe avere grossi problemi disponendo di una piattaforma in rete, ma vedo molto difficile per la Lega poter pubblicizzare la propria attività dal momento che non possiede giornali o televisioni. Diventerà fondamentale il ruolo della Rai”.

In che senso?

“Non sto dicendo che il Governo debba occupare militarmente la televisione di stato, ci mancherebbe altro, e che questa debba parlare sempre e solo bene del Governo. Ma ciò che non sarebbe accettabile è una tv pubblica schierata contro il Governo con tre telegiornali ostili. Penso sia necessario, non epurare, ma sicuramente riequilibrare il peso dell’informazione sulla Rai. Questo va fatto al più presto per evitare il diffondersi di allarmismi ingiustificati che poi rischiano davvero di ingenerare panico fra i risparmiatori e i cittadini. E’ ciò che le èlite vorrebbero per far naufragare la possibilità del cambiamento”.

Intanto però sta facendo discutere il fuori onda di Conte che durante la presentazione del Governo alla Camera chiede a Di Maio se può o meno dire una certa cosa. Che significa? Che abbiamo un premier dimezzato?

“Anche qui, ecco il livello dell’informazione. E’ chiaro che Conte chieda consiglio ai due leader dei partiti che formano la sua maggioranza. Dove sta lo scandalo? Si va a cercare il pelo nell’uovo. Conte è un Premier alle prime armi e magari chiede consiglio su come trattare determinati argomenti per evitare di sbagliare la comunicazione. E’ evidente che Di Maio e Salvini sono gli azionisti di questa maggioranza. Ho sempre sostenuto la necessità che a guidare il Governo dovesse essere uno di loro, ma comunque adesso non si può prescindere dalle loro volontà. Ci siamo fossilizzati sul fuorionda di Conte invece di concentrarci su ciò che ha detto. Penso che anche sul modo di comunicare, questo Governo debba prendere esempio da Orban che è riuscito ad avere un rapporto diretto con l’opinione pubblica senza l’intermediazione della stampa”.

via Lo Speciale

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