THE GUARDIAN: ‘MACRON SULLA SCIA DI CLINTON, BLAIR E SCHRÖDER, IL CONTRACCOLPO ERA INEVITABILE’

“I politici francesi continuano immancabilmente a dirsi ispirati da Charles de Gaulle, e Macron non fa eccezione: come De Gaulle, anche io sarò un leader forte, anche io mi ergerò al di sopra dei politici meschini per governare nell’interesse nazionale”.

Lo ha scritto l’editor economico del giornale britannico progressista The Guardian, Larry Elliott, riferendosi al “caos” che sta regnando in Francia da quando è “governata da un sedicente campione dell’anti-populismo, Emmanuel Macron“.

Sebbene “di paragoni con De Gaulle ce ne sono”, non “si tratta del De Gaulle che ha costituito il governo francese in esilio a Londra nel 1940” anzi “il paragone da fare è quello con le occupazioni delle strade di Parigi, da parte di studenti e lavoratori, nel maggio ’68” ha osservato.

“Come De Gaulle, anche Macron non ha saputo accorgersi delle proteste di strada che stavano per arrivare. Come De Gaulle, Macron sembra fuori dal mondo e incapace di una risposta adeguata. E come De Gaulle anche lui pagherà un prezzo politico salato, visto che la sua reazione è stata quella di dire che non si sarebbe mai piegato ai manifestanti se fossero scesi in piazza, ma poi, con la decisione di bloccare l’aumento della tassa sui carburanti per sei mesi, ha fatto precisamente questo” ha sottolineato Elliott.

“L’uomo che era considerato la risposta al populismo ha provocato la più clamorosa manifestazione di collera populista che si fosse vista finora”. Per Macron “il vero modello” è stato “Schröder” che spinse “per un mercato del lavoro più duro e per le riforme del welfare all’inizio degli anni 2000, riforme progettate per rendere più competitiva la maggiore economia d’Europa” ha spiegato.

Ma “i lavoratori tedeschi hanno accettato i tagli ai salari e la riduzione del loro potere d’acquisto” e “la Germania è diventata la forza dominante nell’eurozona e nell’intera UE”. Mentre per la Francia “i tassi di interesse sono stabiliti dalla Banca Centrale Europea, le tasse e la spesa pubblica sono vincolati dalle regole di bilancio dell’eurozona” ha fatto notare l’editor economico.

“Macron ha annunciato un piano per rafforzare l’unione monetaria creando un bilancio dell’eurozona controllato dall’eurozona stessa” perché “l’unico modo per far aderire Berlino alla sua proposta sarebbe stato che la Germania vedesse la relazione con la Francia come una relazione tra uguali”, ma “i tedeschi sono sempre stati un po’ duri da persuadere” ha scritto ancora.

C’è da aggiungere anche che “i politici devono rendersi conto che la crisi finanziaria e un decennio di appiattimento degli standard di vita hanno contribuito a determinare ciò che è politicamente fattibile e ciò che non lo è: è fattibile adoperare il sistema fiscale per combattere i cambiamenti climatici se compensato da tagli su altre tasse” ma “è politicamente suicida dire agli elettori arrabbiati per l’aumento del costo dei carburanti, di fare ‘car sharing’ o di prendere il trasporto pubblico. Questo non è De Gaulle, è la Maria Antonietta del ‘mangino brioche’” ha concluso.

Leggi la traduzione dell’articolo di The Guardian di Voci dall’Estero.

via Silenzi e Falsità

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