Un italiano su tre a rischio povertà! Un Grazie agli ultimi due governi!

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In un solo anno il nuovo Esecutivo ha fatto addirittura peggio del precedente, aumentando la fascia dei poveri ed arricchendo chi era già ricco

Leggiamo su Il Populista:

Mentre Renzi gira l’Italia sul trenino natalizio ed il Governo del PD si spacca le ossa pur di fare in tempo ad approvare lo Ius soli, si scopre che quasi un italiano su tre è a “rischio di povertà”. O meglio ancora, “il 30% delle persone residenti in Italia, nel 2016, sono a rischio di esclusione sociale, registrandosi un peggioramento rispetto all’anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%”. Lo stima l’Istat, spiegando che “aumentano sia l’incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%)”. Il che, decodificato, significa che il Governo Gentiloni, insediatosi nel dicembre dell’anno scorso, è riuscito nell’impresa che pareva impossibile, di far ancora peggio del Governo Renzi. E a pagarne le conseguenze siamo tutti noi!

Nel 2016 in Italia l’Istat stima in oltre 18 milioni le persone a rischio povertà o esclusione sociale. Questa la traduzione in numeri assoluti di una percentuale pari al 30%. Numeri che, scrive l’Istituto, vedono gli obiettivi prefissati dalla Strategia Europa 2020 “ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale – precisamente pari a 18.136.663 individui – è infatti superiore di 5.255.000 unità rispetto al target previsto”.

“Una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie” che però si associa a “un aumento della disuguaglianza economica” oltre che “del rischio di povertà o esclusione sociale”. In particolare, spiega, nel 2015, “la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata”. Ecco che la forbice tra i più benestanti e i più poveri si è allargata. In sintesi, chi era ricco è diventato ancor più ricco, chi era povero adesso lo è ancor di più. Del resto, con un Governo che ha tra le sue priorità salvare le banche di famiglia, di che ci meravigliamo?

via Il Populista

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