UN’INCHIESTA EUROPEA ACCUSA RENZI DI AVER RIDOTTO LE TASSE ALLE MULTINAZIONALI DEL 50%

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Un’inchiesta europea accusa l’ex premier Renzi di aver ridotto le tasse alle multinazionali del 50% con la riforma fiscale del 2015.

La riforma fiscale varata nel 2015 dal governo Renzi avrebbe tagliato le tasse alle multinazionali nella misura del 50%. E’ quanto emergerebbe da un’inchiesta avviata da Bruxelles, che avrebbe esercitato pressioni sul governo Gentiloni per fargli abolire o modificare in modo sostanziale queste normative, cosa effettivamente avvenuta ad aprile scorso. La questione riguarda il “patent box”, ovvero la possibilità di garantire sconti fiscali a quelle #multinazionali che registrano marchi o brevetti ad alto contenuto innovativo. Una commissione segreta dell’Unione Europea avrebbe posto sotto processo il nostro paese. La notizia – passata praticamente inosservata alla maggioranza dei media – è stata divulgata da l’Espresso, che nell’edizione in edicola da domenica 17 settembre ha pubblicato l’inchiesta integrale.

Vediamo cosa è emerso.

L’inchiesta sulla riforma fiscale

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La notizia è emersa solo in questi giorni, ma l’inchiesta condotta dal “Gruppo del codice di condotta” – una commissione che passa al setaccio le riforme fiscali dei paesi aderenti all’UE per stabilire se sono compatibili con le direttive imposte dell’Ue – ha avuto inizio segretamente diversi mesi fa, tanto che ad Aprile di quest’anno pur senza clamore mediatico il governo Gentiloni è intervenuto per correggere il tiro. Secondo le carte rimaste segrete fino ad oggi l’organismo di Bruxelles avrebbe accusato la riforma di #Renzi di aver concesso “benefit fiscali eccessivi e ingiustificati” ad alcune multinazionali.

Le direttive dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) permettono che gli stati agevolino i brevetti e le innovazioni [VIDEO]a patto che questi derivino da spese realmente effettuate per attività di ricerca.

Ma secondo Bruxelles la legge italiana varata nell’estate del 2015 e cancellata ad Aprile da Gentiloni andava ben oltre. La legge licenziata dal governo Renzi infatti prevedeva una riduzione del 50% delle tasse per un periodo di cinque anni, che poteva essere esteso a dieci.

Rimasti ignoti i nomi

L’Europa alcuni mesi fa ha chiesto al governo di comunicare i nomi delle multinazionali che hanno beneficiato della legge, consentendo alle aziende che hanno già fatto accordi con il fisco italiano di proseguirli per cinque anni, anche dopo l’abolizione delle normative finite sotto accusa. Ma il governo italiano non ha mai reso noti i nomi delle aziende. Oltre all’Italia anche i governi di Francia e Spagna sono stati accusati di essere stati eccessivamente generosi nei confronti delle multinazionali.

Fonte: blastingnews

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