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GLI USA: “LA BREXIT SARÀ LA CAMPANA A MORTO PER QUESTA UNIONE EUROPEA”

Gli Stati Uniti hanno detto quello che tutti pensano: anziché occuparsi di contrastare il governo sovranista italiano, o ungherese, la Uedovrebbe preoccuparsi del suo fallimento, che oggi si chiama Brexit. “La Brexit non è nient’altro che un campanello d’allarme politico”. Lo ha detto il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nel discorso pronunciato oggi ad un evento del Germany Marshall Fund a Bruxelles. “La Ue sta assicurando che gli interessi dei propri Paesi e cittadini sono messi davanti a quelli dei burocrati qui a Bruxelles?”, ha continuato Pompeo che poi ha aggiunto: “questi sono interrogativi validi”. Nel discorso pronunciato prima della ministeriale Nato, il capo della diplomazia americana, ha bacchettato i Paesi europei “che si sbagliano” nel criticare la presidenza Trump come isolazionista. E rivendicato la sua leadership internazionale, fondata su una ricerca di “un nuovo ordine liberale” fondato sulla “riaffermazione della sovranità”. “Ogni nazione deve onestamente riconoscere la sua responsabilità verso i propri cittadini e chiedere se l’attuale ordine internazionale sia nell’interesse del proprio popolo” ha continuato illustrando la dottrina di sicurezza nazionale dell’era Trump che considera “sensato” che solo gli stati nazionali possono garantire le libertà democratiche. “Questo è quello che Trump sta facendo, riportando gli Stati Uniti al suo tradizionale ruolo centrale nel mondo – ha aggiunto – vede il mondo così come è e non come vorremmo che fosse. E sa che niente può sostituire lo stato nazionale come garante delle libertà democratiche e degli interessi nazionali”. Al contrario, detto ancora Pompeo, “il multilateralismo è stato considerato come fine a se stesso, più trattati firmiamo più pensiamo di essere sicuri. Più burocrati abbiamo più si fa meglio il lavoro. Ma questo è stato mai vero?” ha concluso.

Al via ai Comuni il dibattito sulla Brexit

Con l’intervento di Theresa May, prende il via oggi alla Camera dei Comuni il dibattito sull’accordo per la Brexit raggiunto tra Londra e Bruxelles. Il calendario dei lavori prevede otto ore di discussioni giornaliere fino alla serata di martedì 11 dicembre, quando è previsto il voto finale. Dall’esito della discussione dipende il futuro politico della premier, quello del governo conservatore e, naturalmente, il futuro dell’accordo per l’uscita del Regno Unito dalla Ue. Sul governo, alla vigilia del dibattito, pesa anche il rischio di un’accusa per vilipendio del Parlamento, a seguito del rifiuto di rendere interamente pubblico il parere legale del procuratore generale Geoffrey Cox sull’accordo. I partiti di opposizione hanno accusato il governo di nascondere al Parlamento informazioni rilevanti riguardo all’accordo negoziato con la Ue, nonostante un precedente voto parlamentare obbligasse l’esecutivo a pubblicare nella sua interezza il parere legale del procuratore generale. Nel suo intervento di oggi, la premier May, secondo le anticipazioni dei media britannici, sosterrà che il Regno Unito ha davanti un “futuro migliore fuori dalla Ue” e che l’accordo da lei negoziato consente a Londra di “recuperare il controllo sui nostri confini, leggi e finanze”. Al momento, la premier non sembra disporre dei voti necessari per far approvare l’accordo dal Parlamento. Sarebbero circa un centinaio i deputati conservatori contrari all’accordo, ai quali si unirebbero i voti dell’opposizione laburista, dello Scottish National Party e dei Liberal democratici.

Brexit, Londra potrebbe andarsene unilaterlamente

Ma si apprende che il Regno Unito potrebbe revocare unilateralmente la sua decisione di uscire dall’Unione Europea. E’ l’opinione espressa dall’avvocato generale della Corte europea di giustizia, Manuel Campos Sanchez-Bordona, in risposta ad una richiesta arrivata da alcuni politici scozzesi, che hanno chiesto l’intervento dei giudici di Lussemburgo per sapere se Londra può bloccare la Brexit. Il parere di Sanchez-Bordona rappresenta un successo per il fronte anti-Brexit, dopo che il governo britannico e la Commissione europea avevano ripetutamente affermato che il processo di uscita dalla Ue può essere fermato solamente a fronte di un consenso unanime della Commissione e di tutti gli stati membri dell’Unione. Il governo britannico ha tentato fino all’ultimo di impedire che il caso giungesse davanti alla Corte europea, presentando anche un appello davanti alla Corte suprema del Regno Unito, che è però stato respinto. Se i giudici accoglieranno il parere di Sanchez-Bordona – è raro che la Corte del Lussemburgo ribalti i pareri dell’avvocato generale- il fronte trasversale dei Remainerspotrà sostenere davanti all’opinione pubblica britannica che il processo della Brexit può essere invertito unilateralmente. Per Alyn Smith, europarlamentare dello Scottish NAtional PArty coinvolto nel ricorso alla Corte europea, il parere dell’avvocato generale conferma che il Parlamento di Westminster può “fermare l’orologio” della Brexit, impedendo così l’implementazione del “disastroso” accordo negoziato dalla premier Theresa May con la Commissione di Bruxelles.

via Secolo d’Italia

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